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Phetè

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sono la donna più testarda che io conosca, vado in crisi esitenziale ad ogni luna nuova, spesso mi perdo e non mi ritrovo mai tanto facilmente, odio non capire ma il più delle volte è così, sono per il farsi tante domande ma per il non darsi mai nessuna risposta assoluta, non ho idea di che farò tra un anno ma cerco di occuparmene il meno possibile...e soprattutto sono a caccia dei miei ricordi, se qulcuno ne avesse incontrato uno me lo faccia sapere...
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le posizioni sono casuali

Il "serafico" mondo della STYUF....

gioie, passioni e psicopatologie di una presa a caso tra la folla umana...

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June 12

y de repente sopla...

y de repente sopla
 
Gente, sappiate che il 28 giugno, ore nove, Teatro Palmaria di La Spezia, andrà in scena questa nuovissima pièce firmata Dario Rossi e Piergiulio Tongiani, due giovani promesse dela letteratura e della regia teatrale. Il contesto è quello della rassegna di spettacoli di fine anno di tutti i laboratori della scuola di recitazione Teatro Plamaria, ergo ci saranno altri spettacoli oltre a questo e presto, per coloro a cui interessa, vi darò tutte le date e informazioni. Il biglietto è unico e costa 10 euro in biglietteria e 8 euro tramite prevendita che potrà essere effettuta solo tramite gli attori, i registi e gli organizzatori personalmente, vale a dire pagherete meno se conoscete una qualunque di queste persone, in questo caso me.
Per quanto riguarda il nostro spettacolo non vorrei anticipare troppo, basti dire che il testo è assolutamnete inedito (niente personaggi in cerca d'autore o Fedre incestuose per intenderci...con tutto il rispetto, chiaro!!!); la trama è ricercata e sottilissima e fa riferimento alla tradizionalissima festa dei morti messicana; detta così potrebbe sembrare un po' macabro, ma posso assicurarvi che non vedrete facce da morto...o meglio, non vi sembreranno.........
Perdita e recupero di ciò che si è, anzi, di ciò che si era; ricordi e sospensione dell'essere e del non essere...insomma, gli insegnamenti da trarne sono molti; senza contare il piacere di sentire un linguaggio ad un tempo quotidiano e ricercato (perchè non necessariamente le due cose si escludono come molti inetti pensano).
So che questa breve "recensione" è poco chiara e molto ambigua (oltre che di parte), ma andare più nel dettaglio significherebbe perdere parte del gusto della visione diretta, per chi lo vorrà ovviamente.
Detto questo, spero che veniate in molti; se non per passare una serata un po' diversa e costruttiva fatelo per me che sono vostra amica, poi il 22 è il mio compleanno e così per il regalo ve la cavereste con poco e non ci guadagnerei solamente io!
Se qualcuno volesse dei biglietti basta contattarmi sul cellulare (per chi ha il numero ovviamente) o lasciarmi un messaggio su blog o su messenger!
Baciotti...
June 10

la mela...

Compenetrazione perfetta. Un manifesto attaccato al muro, che aderisce alla più sottile delle insenature; il mattone rosso totalmente assorbito dalla costruzione; il leggero vestito di raso che nasconde il corpo sinuoso di una donna all’occhio violento dell’amante, il cui desiderio indovina tutto ciò che è stato sottratto alla sua vista; il bagno in mare in una calda serata estiva, quando la sensazione dell’acqua tiepida sulla pelle è tutto ciò che conta; una sfera d’argento; l’androgino primitivo dei romantici; la completezza, indispensabile come il vezzo sul collo di una giovane che si guarda nello specchio e vede la bellezza; le sensazioni soffocanti…quel brivido avido che sale e scoppia nel petto, irrigidisce tutto il corpo in quell’attimo in cui il tempo si è fermato, lo spazio annullato; quella gioia disumana che ti inarca la schiena, come la necessaria reazione spontanea ad un fenomeno ancora sconosciuto, e non esiste più nulla all’infuori di te…

E poi tutto ricomincia, per effetto di una carezza, ma in una luce diversa. Tutto è rallentato, nonostante il cuore, che corre veloce, come volesse scappare via, lontano, troppo debole per sopportare tanta pace; come se tutti i desideri del mondo fossero realizzati nello stesso istante e lui ne fosse il recipiente, il vaso di Pandora dei piaceri ultraterreni; come se tutta la potenza, tutto il calore, tutta la luce del mondo fossero penetrati sotto la tua pelle; come se la natura intera avesse alzato le mani su di te, solo per toccarti, solo per dire che no, le leggi si sbagliano, che l’uomo può fare l’amore con un fiore!

Non esiste parte del tuo corpo che non si senta coperta da un velo di morbida seta; riscaldata da una pioggia di sabbia marina; che non frema, sollecitata da un alito profumato e umido. E tutto è così violentemente inconcepibile! Come l’infinito e Dio, come la morte, come il paradiso e l’inferno. I sentimenti si scontrano, si alternano, ma non si annullano…amore odio paura avidità bramosia lussuria purezza peccato…e anche il più basso, miserevole, vile e ripugnante degli istinti umani diventa, in quel momento, la più grande fonte piacere e gioia.

Riapri gli occhi, e quello che hai di fronte non può essere altro che il sorriso del Diavolo sotto gli occhi di Dio. E vuoi ricominciare, regalare la tua pelle fino a diventare polvere, pretendendo che tutto ciò ti venga dato di nuovo, perché quella è la prova che vivi, e uccideresti per sospenderti nuovo con tutta quella forza, daresti il cuore in pasto a tutti gli angeli caduti, purchè ti lascino l’anima e la pelle, lo stretto indispensabile per fare l’amore un’ultima, disperata volta…dopo potresti anche dissolverti e non avrebbe importanza.

May 26

che genio...ihihih!

<<Domanda: come fare per non perdere il proprio tempo? Risposta: provarlo in tutta la sua durata. Mezzi: passare le giornate nell'anticamera di un dentista, su una sedia scomoda; vivere sul balcone nel pomeriggio della domenica; ascoltare conferenze in una lingua che non si conosce; scegliere i tragitti ferroviari più lunghi e più disagevoli e viaggiare naturalmente in piedi; far la coda ai botteghini degli spettacoli e non prendere i posti, ecc ecc...>>

Albert Camus, La Peste.

per balumba...

Chiederti chi sei sarebbe retorico…ma io lo farò lo stesso: chi diavolo sei tu? Tu che un giorno, tanto tempo fa, hai voluto entrare nel mio campo visivo e non hai più voluto andartene…né io ho mai voluto che te ne andassi. Perché mi piace guardarti.
Quando sei stanco, ma così stanco che nel momento stesso in cui ti appoggi al mio petto dicendo “io mi riposo un po’ gli occhi”, sei già addormentato, e osservandoti da vicino si capisce chiaramente che sei già molto lontano da qui, chissà dove…magari non sei più nemmeno su questa terra; spero solo che tu mi abbia portata con te.
Quando sei felice e ti senti sicuro della persona che sei, ed è in quei momenti che ti trasformi in un “vecchio saggio”, regalandomi lezioni di vita, perle filosofiche pregne di passione e cultura.
Quando ti sembra di sprofondare in un abisso…perchè ti succede spesso; con le tue paure…perché ne hai tante; e da vecchio saggio torni ad essere un bambino, spaurito, smarrito, sembra che nessuno possa aiutarti, nemmeno io che mi torturo guardandoti, cercando le parole giuste da dirti…e poi mi accorgo che non esistono; ma dopotutto non hai bisogno di parole…ti rialzerai, come hai sempre fatto.
Quando mi guardi…oh, si, quando mi guardi! Quegli occhi…così pieni di amore, di passione, di desiderio. E allora il tuo corpo si muove, la tua bocca si muove, le tue mani si muovono, e sanno dove andare, cosa cercare, dove colpire…mi conoscono così bene quelle mani, tutto il tuo corpo mi conosce. Tu mi conosci. Per questo ti muovi con decisione e delicatezza da un tempo, seguendo quel ritmo perfetto, che tanto somiglia ad una danza tribale…vitale, energica, estatica. Estatico come il tuo sguardo, quando riapri gli occhi per dirmi che mi ami e che sarà così per sempre.
E’ quasi incredibile quanto il tuo sguardo sappia parlare…ma ormai ho imparato quella lingua, riesco a tradurre ogni singola parola pronunciata dalle espressioni del tuo viso; non riesci più a nasconderti, sai bene che è così. Ma questo, in fin dei conti, vale anche per me, no?Tu mi conosci.
Sai una cosa, splendida creatura? Voglio che tu sia mio per sempre. Voglio guardarti dormire per altri mille anni. Voglio poterti consolare fino alla fine dei tuoi dolori. Voglio essere la tua amante finchè esisteranno le stelle. Voglio amarti…finchè Dio non scenderà su questa terra a dirci che l’amore non esiste più…gli dimostrerei che nemmeno lui è infallibile.

May 06

già...


...se prima di ogni nostro atto ci mettessimo a prevederne tutte le conseguenze, a considerarle seriamente, anzitutto quelle immediate, poi le probabili, poi le possibili, poi le immaginabili, non arriveremmo neanche a muoverci dal punto in cui ci avrebbe fato fermare il primo pensiero. I buoni e i cattivi risultati delle nostre parole e delle nostre azioni si vanno distribuendo, presumibilmente in modo alquanto uniforme ed equilibrato, in tutti i giorni del futuro, compresi quelli, infiniti, in cui non saremo più qui per poterlo confermare, per congratularci o chiedere perdono. D'altro canto c'è chi dice sia questa l'immortalità di cui tanto si parla, [...].

José Saramago, Cecità